Consigli per gli acquisti

Mi piacerebbe mettere qui tutti quei negozi che trovo speciali per le cose che offrono ma che in alcuni casi non sembrano avere molto successo di pubblico a tal punto da essere costretti a “sopravvivere” e a “resistere” in un mondo il cui il mercato è diventato il supermarket e il negozio sottocasa o dietro l’angolo non sembra attirare più l’attenzione e il gusto delle gente.

Allora comincio con una mia personale passione (anzi due): il cioccolato, quello vero intendo e per quanto mi riguarda quello fondente!

Purtroppo l’atelier ha chiuso!!! sob sob…dove sono finiti tutti gli amanti del cioccolato? :-(

1. L’atelier del gusto di Frederic Bourse

via XXIV Maggio 35/c – 24128 Bergamo

Preparatevi a vedere il cioccolato sotto ogni forma e gusto, lavorato  e creato con totale dedizione e altissima professionalità. Ho anche scoperto che prepara delle eccezionali gelatine di frutta, vi posso assicurare che non hanno eguali per morbidezza e sapore.

Qui di seguito vi lascio dei link per conoscerlo meglio, ma la cosa migliore sarebbe passarci, scoprirete non solo la bontà e la bellezza dei dolci ma anche un’estrema cortesia e disponibilità per il cliente.

http://www.ogigia.com/2007/09/20/atelier-dl-gusto-di-frederic-bourse/

http://www.gruppofood.com/it/article/dolcesalato73/atelier-gusto

2. Arte in maglia (beh sul vetro della porta c’è scritto in oro in un bel corsivo d’altri tempi Prestige Moda)

via Longo 8 – Bergamo (per chi è della zona: borgo S.Caterina) – meglio passare al pomeriggio

via Acquaviva 18/a – Capri

Ecco questo è il vero luogo per le vere donne shopping addicted, fashion victim, o come diavolo si voglia chiamare chi trova un gusto immane nel comprare cose belle, raffinate, di stile e qualità.

Non c’è niente di moderno in questa boutique ma c’è moltissimo di nuovo e di bello.

C’è la titolare, nonchè sarta/magliaia/stilista/vetrinista, nonchè commessa, che saprà aprirvi il suo negozio e le sue creazioni in maglia assieme al suo cuore e alla sua tanta passione.

La qualità sia dei materiali che dei modelli delle sue maglie, abiti, sciarpe, poncho, tute in lana ed altro ancora, è davvero alta, il tanto sbandierato made in Italy, il più delle volte immeritato, qui è una certezza. E non c’è bisogno di etichette, procedure ministeriali, decreti legge, audizioni davanti alla corte Europea, per rendersene conto basta entrare.

Niente è fatto per speculazione e lucro, ma ogni cosa fin nei suoi dettagli più minuti viene pensato per piacere, passione ed entusiasmo della stessa persona che lo produce. Questa premessa fa automaticamente si che i prodotti siano eccezionali. Una maglia per gusto personale potrebbe anche non piacere a qualcuno, ma non si può non riconoscere il lavoro e la cura impiegati per crearla. In ogni caso sono sicura che chiunque farà fatica a decidere cosa lasciare lì a malincuore.

La signora crea lei stessa le collezioni, innovando capi e generi tradizionali o ripresentando dei classici che non possono mancare nell’armadio, e decide tendenze e colori. Dunque nulla è lasciato al caso, lei stessa è portatrice di un mestiere di tradizione che oggi viene chiamato più asetticamente professionalità.

E per chiunque dubitasse del luogo (vi accoglierà un cane lupo dolcissimo che rimarrà accuciato non curante fino a che non deciderete di uscire) o pensasse che la vera moda non passa di lì, non siate timidi chiedete alla signora, chi si fa consigliare da lei, o chi la chiama per venire a vedere le sue collezioni. Lei sarà contenta di farvi racconti su come parecchi VIP adorano i suoi lavori e non possono farne a meno ogni anno.

3. Oasi Giapponese – ristorante di cucina giapponese

via Montecuccoli 8 – Milano

Quell’annetto e mezzo che ho passato a studiare la lingua Giapponese naturalmente mi ha aperto orrizzonti nipponici un po’ in tutti i campi :-) e sono stra-felice di consigliarvi questo ristorante, che a detta anche di Giapponesi nativi, offre una vera cucina giapponese tradizionale, dai gusti più svariati e sorprendenti, e non solo gli ormai scontatissimi sushi e sashimi, ma un menù completo della tradizione che a qualche amico giappo ha perfino fatto ricordare casa.

Vi lascio il sito per andare a vedere meglio sia l’atmosfera da “osteria” giapponese sia le foto dei manicaretti per chi non ne capissse molto di cibi del Sol Levante:  http://www.oasigiapponese.com/INDEX.HTM

Io vi consiglio di buttarvi e lasciarvi tentare dai profumi che sentirete, anche se non capirete subito a che tipo di animale o verdura appartengono, potrete rimanere meravigliati di cosa vi potrebbe piacere e in fondo anche della piccola distanza che c’è fra la cucina di casa nostra e la loro (a parte i dolci!).

お食事をお楽しみ下さい

O shokuji o o tanoshimi kudasai
4) Cooperativa Manterga – più km 0 di così …
via Centro 3 – 24010 Vedeseta (BG) – cell.347/9140995
Avete sempre desiderato poter aver avere un piccolo orto da cui ottenere la vostra frutta e verdura di stagione ma siete ben consci di non averne le capacità?
In un paesino di una piccola ma affascinante valle bergamasca (e se ve lo dico io che non amo la montagna potete andare sul sicuro!) c’è chi lo fa per voi! Voi dovete solo fare la strada per arrivarci, godervi uno dei panorami della natura più incantevoli che si trovino dalle mie parti, e se volete anche uno dei più avventurosi e fantastici (nel senso di fantasia) che la natura da sola abbia creato, grazie al famoso “orrido”, respirare a pieni polmoni un’aria sempre fresca, e lasciare che le vostre orecchie comincino a riposare anche loro riconoscendo suoni e rumori naturali più consoni a questo senso.
Beh dimenticate le formalità della vita di città ma ovviamente non la buona educazione, munitevi di scarpe e abbigliamento comodo, perchè se volete ognuno si va a prendere la propria cassetta e si raccoglie da sè la frutta e la verdura che vuole portarsi a casa. Oppure se siete pazienti e avete bisogno di una mano perchè l’unico posto in cui avete mai visto un cavolo era direttamente sul banco di un supermarket, il signor Virginio raccoglierà per voi le prelibatezze che la terra di questo posto sa offrire. Nel frattempo vi verrà raccontato qualcosa sui metodi di coltivazione di quello che mangerete la sera stessa, o anche delle ricette migliori con cui utilizzare i prodotti o come conservarle al meglio una volta rientrati. Insomma meglio che fare la fila alla cassa no?
L’impressione che ho avuto la prima volta che ci sono stata, è stato quello di una  specie  di “supermercato” a cielo aperto, dove al posto degli scaffali ci sono  là il meleto, più in là l’insalata, di qui le coste, ecc…. ovvio la disposizione dipende dal punto migliore per far crescere al meglio una verdura o a seconda della sua stagione, e non per mettere meglio in mostra la cosa più costosa, ma semplicemente per dare quella più buona e anche ovvia dal punto di vista della terra e della natura.
A ovvio siamo nella Val Taleggio, quindi vi consiglio di portar via anche il prodotto tipico di queste parti, inoltre sempre allo spaccio del taleggio vi consiglio gli yogurth alla frutta fatti appunto con la frutta di cui sopra, mi è particolarmente piaciuto quello alle mele, le mele sono appunto l’altro prodotto vanto del signor Virginio; vi profumeranno l’auto per tutto il viaggio e sono un ottimo bilanciamento al profumo, diciamo un po’ forte, del taleggio nel caso decidiate di comprarlo :-) .
Infine ecco la chicca di questi ultimi anni: la pasta. Hanno cominciato con il produrre una farina con un metodo di molitura tradizionale da cui poi ottenere una pasta integrale al 100% (non nel senso di dietetico ovviamente!). Ogni anno si inventano aggiungono diversi formati di pasta, e dolci vari a secondo dell’estro del pastaio, quindi ancora una volta il consiglio è di andarci e provare, e magari non una volta sola :-)

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