Ritorno un attimo sull’argomento: rockin’ music
Naturalmente è chiaro a tutti che mi riferisco al rock and roll, ma non a questo termine in quanto categoria o specifico genere musicale, bensì al concetto di musica che sta alla base e che estendo a tutte le musiche che amo; ed in effetti spero di scrivere poche righe anche riguardo alle musiche di Ennio Morricone e di Glenn Gould per esempio, che nulla hanno a che fare con il rock così come noi tutti lo conosciamo.
Dunque “rock and roll” letteralmente potrebbe essere tradotto come “ondeggia e ruota”, ed in effetti anche se suona ridicolo, si tratta di una musica che nacque per far ballare la gente ma in modo nuovo e rivoluzionario, appparentemente senza regole, libero, e naturalmente quando ci si rifà a concetti di libertà e rivoluzione ci si riferisce ai balli afro-americani, per questo il rock and roll può essere considerato come un’evoluzione del boogie-woogie, altra parola africana, diffusosi nel dopo guerra.
Ma tornando al rock che pur avendo retaggi afro ne è pur sempre la versione occidentale e moderna e si sviluppa massicciamente tra gli anni ’60 e ’70, esso è una musica che nei suoi suoni e testi rappresenta molto bene gli inizi di una società moderna, ricca di novità e di iniziative in ogni campo, ma soprattutto di contrasti. Per questo rock ai più riporta al significato più duro del termine, ovvero roccia, ad indicare sonorità più aggressive. Eppure chiunque prenda un dizionario sa che “to rock” vuol dire cullare, che una “rocking chair” è una sedia a dondolo e che un “rocking horse” è un cavallo a dondolo. Tutte immagini dolci che racchiudono tenerezza e senso materno di protezione per un piccolo. Nulla a che vedere con battaglie sociali e generazionali quindi? In fondo forse tutto dipende dalla valenza che diamo all’idea di nascita di qualcosa o di qualcuno.
Le novità portano sempre insicurezza e sorpresa, vengono percepite come un’irruzione, una spaccatura in un ordine stabilito ed in equilibrio, ma sono l’unica fonte per il futuro e l’unica strada verso la continuità della vita.
Allora per proseguire il discorso su questa doppia valenza, rocking era anche il termine utilizzato dai cantanti gospel nel sud degli Stati Uniti, per indicare qualcosa di molto vicino all’estasi mistica. Un musicista blues lo usò per la prima volta ironicamente nella canzone “Good rocking tonight” e anche se la canzone indicava il ballo ne vennero fuori allusioni sessuali evidenti. Certo doppi sensi di questo tipo non erano novità pe generi musicali neri, ma se per un certo periodo questa era solo la musica per gli afro-americani, nel 1949 scoppia il delirio quando la canzone Rock and Roll di Wild Bill Moore viene diffusa via etere per radio. Il rock smise per sempre di essere solo race music e divenne la music di tutti. Tutti quelli che volevano vivere diversamente, vestirsi diversamente, e cantare e ballare un’altra musica.
In un balzo si arriva all’estate del 1969 a Woodstock e il rock ha già i suoi maggiori esponenti ed eroi da imitare. I fan di Elvis Presley, eppoi chi si schiera tra i Beatles e i Rolling Stones. In mezzo ci passano delle guerre dolorosissime, la rivoluzione sessuale e la cortina di ferro.
Io sono nata agli inizi degli anni ’70 eppure sento che questa è la mia storia e la mia musica. Dunque per me la musica è rockin’ music in tutti i significati che ho cercato di raccontare qui, sia nel senso di cullare sia di roccia, un po’ riparo, un po’ aspro. Forse per questo motivo non vedo ci sia un contrasto nell’essere cullata da una rockin’ music.
“It’s been a long time since I rock and roll” (Led Zeppelin 1971)
