Certe volte mi rendo conto che passo del tempo in maniera più interessante in treno, durante i miei soliti brevi trasferimenti tra Bergamo e Milano, che non nelle mie normali attività giornaliere.
Il percorso è sempre lo stesso e anche le persone a volte sembrano appartenere sempre alle solite categorie. Ma complice tutta una serie di inefficienze di FS, o forse ora dovrei dire 3 Nord, c’è sempre qualche piccolo avvenimento che incuriosisce e cambia le cose, che dovrebbero verificarsi pedissequamente e noiosamente sempre uguali lungo i circa 50km che separano Bergamo da Milano e viceversa. Certe volte amo sentire suoni di lingue sconosciute ed incomprensibili e per questo rilassanti, perchè prive per me di significati pesanti, o anche al contrario pesanti proprio perchè completamente prive di significato.
Altre volte è vero mi estraneo completamente, vorrei essere su un treno che mi portasse ovunque tranne che verso una destinazione del mio pianeta terra. E così guardo fuori dal finestrino e lascio correre la mente e i pensieri nel vuoto, oppure lascio entrare nel vuoto che voglio creare nella mia mente, immagini e segni del fuori, protetta da un robusto e zozzo finestrino.
Questi scatti sono il frutto di uno di questi viaggi da pendolare allo scazzo
, in cui purtroppo mi chiedo che diavolo ci sto a fare nel mondo e perchè proprio non trovo qualità dentro di me per darmi una mossa, in fondo cosa ho da perdere?


























