*under construction*
Non è facile per me (quindi credo che questa pagina resterà per sempre under construction
), ma per cominciare posso dire che ho dato a questa città tre anni della mia vita, e lei è stata in grado di rendermi indietro una vita intera. Un’altra vita, una vita nuova, ecco quello che si dice a volte, una seconda vita.
Per scherzare dico sempre che con me la cicogna si è sbagliata, che il pacco lo doveva lasciar cadere in un campo di cavoli più a sud (sempre ammesso che le cicogne partano dall’Africa verso l’Europa nel loro percorso!?!), che ha fatto troppa strada, è atterrata lunga, o semplicemente si è dimenticata di scaricarmi all’indirizzo giusto e poi non ha avuto voglia di tornare indietro e mi ha mollata ai piedi delle Alpi nel bel mezzo di un’immensa e nebbiosa valle
E quindi come un gemello separato dalla nascita, ad un certo punto della mia vita mi sono sentita totalmente smarrita, irriconoscente verso il posto in cui sono cresciuta e non più riconosciuta da esso stesso e dalle sua gente. Non è stato affatto facile capire dov’era il mio posto, il mio dove, avvertivo soltanto il bisogno fortissimo di tornare a casa per ritrovarmi e capirmi davvero, non mi capacitavo di dover appartenere a quel luogo in cui camminavo da più di vent’anni ormai, e pensavo fosse normale non sentire nessun legame con la terra che ci ha visto nascere, pensavo fosse così per tutti, chi più chi meno.
Non so bene perchè sia capitata su quell’isola, voglio dire lo so benissimo il motivo
ma lo stesso motivo poteva portarmi su una qualunque altra isola del mondo, e invece tutto sommato non sono nemmeno andata troppo lontano. Un’oretta di volo, forse una cicogna ci avrebbe messo qualcosina di più ok
So solo che appena ci ho messo piede ho cominciato a respirare. Questa è in assoluto la prima sensazione che mi ricordo se penso alla prima volta che ci sono arrivata. Un respiro che allarga mente e cuore fino ad allungare gli angoli della bocca all’insù, formando un sorriso vero e sereno.
Mi sono sentita accolta e al sicuro come mai nella mia vita, anche se ci ho vissuto gli anni più difficili della mia vita, sia da un punto di visto economico, che affettivo e psicologico, lei, l’isola non mi ha mai tradita. Mi bastava guardare i suoi orizzonti blu, la sua terra rossa e brulla, i suoi piccoli alberi inclinati dal maestrale e i le sue immense macchie gialle fiorite nei prati che annunciavano con gioia che il pur breve inverno (tittia!) era finito, per sentirmi amata, ascoltata e cullata.
Qualcuno dice che è solo l’effetto isola(-mento) che fa si che l’uomo riesca finalmente ad ascoltare il suono del proprio cuore e a vederci chiaro senza forzature o imposizioni nemmeno da parte di se stesso. Sarà pure così. Ma adoravo sentirmi dire che di certo ero una sarda andata in continente per studio o lavoro e poi finalmente rientrata a casa.
- Alghero
- Alghero-Isola di Faradada



















2 dicembre 2011 at 20:03
bellissimissimissimissssssssssssssssssssima quella del mare nero. Buon fine settimana. Un bacio A.
2 dicembre 2011 at 23:20
ahahahah lo sapevo che ti sarebbe piaciuta quella
grazie per il passaggio
V.